venerdì 10 settembre 2010

Ex consiglieri comunali distratti

Sono trascorsi già un paio di mesi dall’esito delle elezioni. Esattamente due mesi e tre giorni. Eppure sei ex consiglieri comunali non hanno ancora restituito all’amministrazione comunale il computer portatile ricevuto in comodato gratuito, né la chiavette internet attraverso la quale è possibile accedere alla rete. A spese dell’ente. E’ quanto emerge da una prima ricognizione eseguita sulla dotazione di strumenti hi teach effettuata dall’amministrazione sugli ex consiglieri. Secondo una direttiva del presidente pro tempore, Giuseppe Di Dio, ai consiglieri erano stati consegnati trenta ‘laptop’ nuovi di pacco e altrettante chiavette di accesso a internet. Considerato che 15 consiglieri sono stati rieletti, un numero eguale di ‘ex’ avrebbe dovuto restituire il pc. Lo hanno fatto solo in nove e c’è già chi è pronto a produrre interrogazioni sulla materia per verificare chi e perché ha deciso di trattenere il ‘portatile’ assegnato in via provvisoria dall’ente.

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Donne e Politica

Rompere il silenzio sulla deriva ogni giorno più allarmante che sembra caratterizzare in Italia il rapporto donne e politica/donne in politica è divenuto urgente. Così come è urgente denunciare l’impoverimento e la strumentalizzazione dei linguaggi della politica e il degrado delle sue pratiche, per non soggiacere inerti alla trivialità di cui è permeata gran parte della scena pubblica, così intrisa di una “idea di donna” che era lecito sperare superata da tempo. La responsabile femminile UDC lancia un appello a tutte le donne e gli uomini di questo paese che avvertono la necessità di un immediato ritorno alla responsabilità della politica, per denunciare la quotidiana offesa alla dignità delle donne e alla loro presenza pubblica. Questa ha rappresentato e rappresenta infatti una delle più significative battaglie del mondo contemporaneo e la condizione perché le donne possano affermare una nuova visione della politica, frutto degli spazi che esse si sono faticosamente conquistate nella vita economica, sociale e culturale. Giorno dopo giorno, l’immagine che ci viene rinviata dai media è invece essenzialmente quella di giovani donne disposte a tutto pur di calcare, in alternativa ai palcoscenici dei teatri di posa, le aule di consigli e parlamenti; di donne dal bel corpo pronte ad offrirlo ad affaristi e uomini politici di successo pur di garantirsi vantaggi diretti e indiretti: un incarico istituzionale, un ruolo di spicco in una società mista, un finanziamento in bilancio, un comma di legge utile. Il silenzio di ministre della Repubblica che tacciono su tutto questo è assordante. Siamo ben coscienti che quell’immagine ritrae solo una scheggia della realtà, anche se ha dalla sua la forza di corpi che occupano ossessivamente le pagine dei periodici di successo e gli schermi delle trasmissioni più seguite. Ma è una raffigurazione che non rende giustizia alle migliaia di donne che si dedicano alla politica con passione e autorevolezza. Denunciamo quindi il degrado dei metodi della politica, in particolare dei meccanismi di selezione della classe dirigente. Tuttavia non ci nascondiamo che nel costruire e alimentare questo stato di cose molte donne sono soggetti attivi e propulsivi, partecipi della stessa cultura di cui quel degrado è frutto ed espressione e dunque complici della costruzione di stereotipi pronti a ritorcersi contro tutte le donne che credono nella politica come luogo di progettazione e mutamento reale. Di qui la necessità di dire con forza: - che è urgente porre mano a una vera e propria rifondazione democratica della cultura politica italiana; - che il tema della parità e dignità delle donne non può non costituirne un tratto fondamentale; - che di tale processo vogliamo e dobbiamo essere protagoniste non estemporanee. Siamo infatti donne coscienti della nostra forza, dei nostri diritti e delle nostre responsabilità civili e intellettuali consapevoli delle competenze e delle esperienze che possiamo mettere in campo. Abbiamo bisogno di interlocutori - e molte in questi giorni sono state le testimonianze del disagio di essere costrette/i a vivere questo clima politico - ma vogliamo anche essere interlocutrici attive. Il nostro, infatti, non è solo un segnale di allarme; è un invito a progettare e promuovere incontri e iniziative a breve e medio termine con altre associazioni. È altresì un impegno a ripensare parole e linguaggi, ruoli e identità, strumenti e progetti che permettano di lasciarsi alle spalle la tristezza morale e politica di questo presente, fuori da ogni incongruo ottimismo, ma anche da ogni tendenza a chiudersi nell’orizzonte dello sdegno impotente e della resistenza individuale fine a se stessa.

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sabato 4 settembre 2010

Proposta del consigliere Guido Siragusa

Il consigliere di Liberi e gelesi Guido Siragusa ha presentato un emendamento avente come oggetto la costituzione della fondazione malattie oncologiche. «La proposta -dice Siragusa - era parte principale del programma elettorale del candidato Speziale, programma sottoscritto e condiviso da tutti i candidati nelle liste della coalizione, pertanto ritengo coerente con il mandato ricevuto dagli elettori, proporre al consiglio comunale quanto da me sostenuto in campagna elettorale». La finalità è quella di coinvolgere enti pubblici e società private operanti nel territorio. Un’idea simile in passato era stata portata avanti anche dall’ex consigliere Antonio Rinciani. La nascita di un istituto di ricerca non è finita. L’associazione delle famiglie dei bambini malformati tornerà alla carica nelle prossime settimane.

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venerdì 3 settembre 2010

Il Comune vanta crediti per oltre 11 milioni di euro

Il danno e la beffa. L’amministrazione comunale vanta crediti certi per oltre 11 milioni di euro ma paradossalmente si trova con le casse vuote. Tanto vuote da rischiare di bloccare alcuni servizi pubblici essenziali. E così è costretta a chiedere continue “scoperture” al tesoriere comunale, alias Banco di Sicilia. Un circolo vizioso del quale si è prigionieri e si deve soggiacere per evitare disagi alla cittadinanza e anche azioni legali da parte di chi, effettuando prestazioni e forniture, batte cassa a piazza San Francesco.Un tunnel che genera anche interessi passivi. Così giovedì scorso il dirigente dell’area Finanziaria del Comune si è visto costretto a firmare una determina di impegno spesa pari a 30 mila euro, somma che dovrà essere corrisposta al Tesoriere in termini di “interessi passivi” maturati al tasso vigente. L’importo sarà fatto gravare sul bilancio comunale in fase di approvazione. Ma c’è un aspetto ancor più inquietante, che va forse al dilà dei 30 mila euro bruciati dal “circolo vizioso contabile” in cui l’ente si trova (soldi che saranno regolarmente pagati dai contribuenti). I debitori del comune sono altri comuni. Gela, quindi, paradosso dei paradossi, si trova in grosse difficoltà e soprattutto brucia interessi per colpa di altri enti locali. Proprio per queste ragioni l’amministrazione comunale ha da tempo avviato le procedure legali per il recupero dei fondi. Sono in corso sia i decreti ingiuntivi che la richiesta di commissariamento presso l’Agenzia regionale per i rifiuti e le acque. Carte bollate. Ma a subire il danno e poi la beffa sono soprattutto i cittadini contribuenti che quegli interessi passivi dovranno pagarli..

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sabato 28 agosto 2010

Al Comune di Gela va colmato il vuoto dopo l'addio di Scalisi

Sono dieci i candidati alla segreteria generale del municipio. Dopo il congedo di Giuseppe Scalisi, Caterina Moricca, che ha scelto il comune di Erice da circa un mese il posto è vacante. Fino a qualche giorno fa erano state nove le richieste, alle quali se n’è aggiunta una proprio ieri mattina. I nomi sono top secret. Ma trapelano alcune indiscrezioni. Tra i papabili ci sarebbe infatti l’attuale segretario del comune di Licata, dottoressa Caterina Moricca, ma la notizia non è stata confermata. Altri candidati da Napoli, Piazza Armerina, Nicosia e altri Comuni del circondario. La maggior parte delle candidate apparterrebbe al gentil sesso (pare siano sei le donne). Nei prossimi giorni sarà il sindaco a scegliere.

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