mercoledì 28 luglio 2010

Nessuno dimentichi il ruolo dei giovani nella politica.

Parlare di politica con i ragazzi non è facile. Nella mia esperienza personale di frequenti incontri con i giovani ho visto crescere sempre di più, negli ultimi anni, un profondo senso di sfiducia. Mi capita spesso di dialogare con adolescenti che ragionano utilizzando i più banali luoghi comuni, del tipo “I politici sono tutti ladri”, oppure “La politica è una cosa sporca". Andando più su con l’età, la musica non cambia. Si continua a vedere tutto nero, senza speranza. Le conseguenze di questi ragionamenti pessimisti sono prevedibili. I giovani più puri e idealisti tendono a restare al di fuori del mondo della politica. Quelli più rampanti e “traffichini”, invece, la cercano esclusivamente per trarne qualche vantaggio personale. Frequentano qualche partito o movimento nella speranza, prima o poi, di riuscire a trovare un lavoro o fare una carriera più veloce. Le prospettive non sembrano rosee. Se l’andazzo è questo, dovremmo davvero rassegnarci ad avere una classe politica monopolizzata da ladroni e approfittatori. Bisogna rassegnarsi a questo? Io penso proprio di no. La strada da percorrere, per invertire la rotta, non è facile. Ma, al tempo stesso, non si deve gettare la spugna. Gli strumenti per offrire iniezioni di fiducia alle nuove generazioni ci sono. Basta utilizzarli. Il primo argomento da proporre ai giovani è quello del recupero del senso della collettività. E’ da qui che bisogna ripartire. Se si comprende l’importanza del proprio rapporto con gli altri e del proprio contributo all’interno della società, si può ritrovare ottimismo anche nell’approccio con il mondo della politica. “Collettività” è una parola che sembra essere sparita dal vocabolario dei giovani. E’ necessario, invece, un tipo d’educazione completamente diverso, che abitui le persone, fin dai primi anni della propria vita, a porsi in relazione con gli altri. Questo è certamente un primo passo per far comprendere, in seguito, l’importanza della politica come strumento di aiuto alla collettività. Il secondo argomento da proporre ai ragazzi è quello della santificazione personale e del proprio lavoro. Che cos’è la politica? Non è altro che un lavoro da svolgere bene, come quello del giornalista, dell’infermiere, del medico o dell’avvocato. Bisogna ricordare ai giovani che tutte le professioni possono essere svolte in modo corretto, oppure scorretto. Quella del politico presenta esattamente gli stessi rischi di corruzione che possono capitare, sotto forme diverse, a qualunque altro mestiere. Fare bene il proprio lavoro significa irradiare il mondo con una luce nuova, diversa, ottimista, rassicurante. Significa dare il buon esempio ed insegnare agli altri che lo stile di vita cristiano non è un’utopia. Il terzo ed ultimo argomento da proporre è quello della “lotta”. Questo termine, ovviamente, va svuotato di tutti i suoi significati aggressivi e bellici. Parlando di “lotta” si intende, chiaramente, la lotta tra il bene e il male. Ragionare in termini pessimistici, dicendo che la politica è una cosa irrimediabilmente perversa e compromessa, non serve a nulla. Il prodotto di questo ragionamento è semplice. Se i “posti” della politica vengono lasciati tutti alle persone disoneste, non cambierà mai niente. Bisogna, invece, fare uno sforzo e riuscire a penetrare in certi ambienti, senza lasciare a casa il proprio bagaglio di valori e di ideali. Devono essere i giovani a cambiare la politica, e non la politica a cambiare i giovani. L’importante è non lasciarsi scoraggiare di fronte alle prime avversità. Una sconfitta di oggi potrebbe essere la vittoria di domani. I giovani non vogliono essere considerati solo utenti di un servizio. Chiedono di essere ascoltati, non si accontentano facilmente: sono esigenti, e hanno ragione. Fare politiche giovanili significa quindi porsi innanzitutto in una condizione di ascolto e relazione per generare assieme consapevolezza e assunzione di responsabilità. infine mi chiedo e vi chiedo qual è il futuro dei giovani ? beh...io Quale sia il futuro dei giovani non posso saperlo. Spero solo che escano presto dallo stato di coma e apatia in cui si trovano. Penso che solo la crescita di una generazione con nuove proposte, nuove idee e la voglia di renderle realtà possa risollevare il nostro bel paese.

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mercoledì 21 luglio 2010

Il tentativo buono è stato il quarto, dopo tre rinvi, nella seduta odierna Giuseppe Fava è stato eletto nuovo Presidente del Consiglio Comunale. Su 28 votanti 16 sono stati i voti faveroli e 12 i voti contrari.

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Ennesimo Rinvio

Su proposta del consigliere Nicolò Gennuso il consiglio è stato rinviato a domani, l'ennesimo rinvio è dovuto al lutto che ha colpito il consigliere Antonino Biundo, colpito da un grave lutto familiare. Totale votanti 26, 18 favorevoli e 8 contrari

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martedì 20 luglio 2010

Consiglio, terzo assalto alla Presidenza

Terzo tentativo per eleggere il presidente del Consiglio comunale. Stasera l’assise civica torna in aula con i gruppi in ordine sparso. La corsa alla poltrona più ambita sembra essersi ristretta a due candidati: Giuseppe Fava e Pietro Lo Nigro. Il socialista nelle ultime ore ha raccolto consensi bipartisan nei due schieramenti. Un dato è certo ed è stato posto come condizione: il presidente deve uscire fuori dai partiti che hanno portato Fasulo all’elezione a sindaco. Di conseguenza la rosa si è ristretta, visto che Gallo è stato il più suffragato ma con il Pdl Sicilia e il Movimento per l’Autonomia non avrebbe mai i voti del Pdl e dell’Udc. Sia Fava che Lo Nigro invece possono contare sull’eventuale appoggio di altri partiti. Anche ieri ci sono stati diversi incontri per cercare di fare quadrare il cerchio. L’accordo però non è definitivo e tutto può ancora succedere. L’unica certezza sembra quella che la fumata bianca stasera ci sarà.

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domenica 18 luglio 2010

Presidenza del Consiglio, gli aspiranti diventano tre

Una poltrona per...tre alla presidenza del Consiglio comunale. A 48 ore dal terzo tentativo, i giochi sono ancora aperti ed ogni giorno gli accordi che sembrano chiusi diventano incerti. Sembrava una corsa a due tra Giuseppe Fava, rappresentante del Pd dell’area Lupo in città (ma candidato con una lista a sostegno di Speziale) e Ugo Costa del Movimento per l’Autonomia. Ma tra i due litiganti si è inserito nelle ultime ore anche il socialista Pietro Lo Nigro, che raccoglie consensi tra i banchi dell’opposizione e i moderati. Andiamo con ordine. Fava conta su una decina di voti certi e spera di fare convergere tutto il partito democratico sul suo nome. Negli ultimi giorni però ha voluto dire la sua sulla scelta anche l’eurodeputato Rosario Crocetta. Sia l’ex sindaco che quello attuale, Angelo Fasulo, non sembrano intenzionati a dare il via libera per Fava. E non è affatto un mistero che Crocetta abbia caldeggiato l’elezione di Enrico Vella, suo fedelissimo, e il più votato nel partito democratico alle scorse comunali. Visto che però Vella non raccoglie consensi unanimi allora il discorso andrà ampliato. Il Movimento per l’Autonomia sembrava intenzionato a fare un passo indietro, cercando l’accordo con il Pd, ma non su Fava. Ed allora resta in piedi la candidatura di Ugo Costa, attuale coordinatore cittadino. Pino Federico infatti insiste. «La presidenza del Consiglio tocca a noi», ha ribadito, ricordando che il suo partito con gli oltre 5800 voti ha dimostrato di essere stato determinante per l’elezione di Fasulo e non può accontentarsi di due assessorati, mentre il Pd è sovradimensionato in giunta con sindaco e due assessori (Maganuco e Palumbo). Poi c’è Lo Nigro. L’Udc, Liberi e Gelesi, i liberali e parte di Pensiero Libero sarebbero pronti a sostenerlo. Uomo di grande esperienza amministrativa, Lo Nigro conta sul malcontento verso il Pd e il Mpa per poter centrare il grande colpo. A distanza di due giorni non ci sono accordi chiusi e tutto potrebbe succedere.

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