giovedì 12 agosto 2010

Pronti a dialogare per il bilancio

L’opposizione è pronta a confrontarsi sul bilancio di previsione, ma mette dei paletti. Il capogruppo del Pdl, Gaetano Trainito, è critico nei confronti della giunta Fasulo. Ci sono troppe ombre sullo strumento finanziario che dovrà essere approvato dal Consiglio. L’arrivo del commissario straordinario non semplifica le cose. “Nel passato il bilancio arrivava in aula a settembre quando tutte le somme erano già impegnate e il Consiglio comunale era costretto ad approvarlo – premette Trainito - Abbiamo assistito ad una dissennata gestione del denaro dei contribuenti con un’amministrazione che faceva ricorso sistematico a mutui, aumentando l’indebitamento della comunità. La Corte dei conti ha segnato in rosso gli errori, ma le correzioni non sono state fatte. Questo comprometterà gli equilibri di bilancio”. “Oggi la cassa sofferente del Comune è diventata una icona delle difficoltà della città – continua il capogruppo del Pdl - proiettando sicurezza in molti creditori. La città ne deve uscire ad ogni costo. Dall’esame delle somme impegnate nei Peg vedremo se il bilancio è adeguato ad uno sviluppo del territorio e a una crescita socio-culturale della città. E’ importante che il Collegio dei revisori attesti il Patto di stabilità”. “L’emergenza economica rischia di trasformarsi in emergenza sociale e in un problema di ordine pubblico – conclude - Per la votazione del bilancio non viene preclusa alcuna discussione costruttiva. Deve essere però rispettato il patto di stabilità”.

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Premio di maggioranza: contro ricorso

Si preannuncia un duro braccio di ferro al Tar il 20 ottobre. Sul premio di maggioranza sono in gioco cinque posti in Consiglio comunale. In sette hanno presentato il contro ricorso al tribunale amministrativo di Palermo. In campo i migliori giuristi che dovranno difendere quanto già convalidato dal presidente del tribunale il giorno delle elezioni. Al ricorso presentato a metà luglio da un gruppo di candidati non eletti, ha fatto da contraltare il contro ricorso presentato nei giorni scorsi dai consiglieri eletti grazie al premio di maggioranza assegnato con il metodo proporzionale diretto. Guido Siragusa, Giuseppe Collura, Giuseppe Morselli e Nicola Gennuso si sono affidati ai legali Tonino Gagliano, Rudy Maira e Giovanni Rubino, mentre Giovanna Cassarà da buon legale si difenderà da sola, mentre Luigi Farruggia e Salvatore Cauchi hanno affidato la loro posizione ai legali Pinelli e Sirna. Forti di una norma precisa, sentenze e circolari esplicative, il pool di avvocati dei consiglieri eletti farà leva sul sistema proporzionale corretto secondo cui per attribuire il premio di maggioranza in consiglio occorre tenere conto del quoziente circoscrizionale. Ed il 51 per cento si ottiene conteggiando non i voti validi, ma solo quelli che hanno superato lo sbarramento del 5 per cento. Il dubbio riguarda i voti validi. Secondo invece i consiglieri esclusi vanno conteggiati anche quelli delle liste che non hanno superato lo sbarramento. C’è poi un secondo ricorso, presentato da Rocco Ficicchia, che ritiene il ballottaggio da annullare, e di conseguenza l’elezione del sindaco Angelo Fasulo, poichè nella scheda elettorale sono stati inseriti anche i loghi dei partiti che non hanno raggiunto il 5 per cento. Il ricorso è stato affidato ad uno studio legale romano, che ritiene sussistenti i motivi per rifare le elezioni. Il sindaco non è preoccupato e continua a lavorare.

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domenica 8 agosto 2010

Bilancio, i conti a Gela non tornano

Un bilancio «dopato». Così lo ha definito il consigliere comunale Piero Lo Nigro. Lo strumento di previsione deve tornare all’esame della giunta ed essere riadottato. Quello approvato dal commissario straordinario Rosolino Greco prima dell’insediamento del sindaco Angelo Fasulo può subire aggiustamenti o modifiche. Non convince affatto però la previsione delle entrate. C’è chi le ha definite «virtuali», ma in ogni caso mai rispondenti alla realtà. L’esempio è quello degli oneri di urbanizzazione. Sono previste entrate per 5 milioni l'anno, mentre quelle reali sono pari a 3 milioni circa. C'è dunque annualmente una sperequazione di due milioni circa. «Siamo davanti un bilancio drogato - dice Piero Lo Nigro - Dai pochi elementi scaturiti dalla lettura della relazione dei revisori, emerge con evidenza come le entrate degli anni precedenti siano abbondantemente sovrastimate. C’è inoltre un altro pericolo. Per l'anno in corso con l'approvazione del piano regolatore generale ottenere le doppie autorizzazioni di conformità richiederà tempo. Ciò significa che le entrate possano essere notevolmente inferiori». La Corte dei conti ha segnato in rosso questi aspetti negli anni passati, ma le correzioni non sono state fatte. Secondo Lo Nigro è necessario che il Collegio dei revisori attesti la conformità al patto di stabilità. «Senza l'attestazione il bilancio manca di un elemento fondamentale», insiste il socialista, secondo cui gli emendamenti si possono presentare entro 10 giorni dalla data di trasmissione di notifica al consiglio. «Essendo decorsi i termini ogni emendamento è legittimo? Chi lo attesta?» Su queste proposte hanno concordato i capigruppo, ovvero Fabrizio Cafà, Giuseppe Arancio, Enzo Cirignotta, Giuseppe Di Dio, Maria Pingo, Enrico Vella, Giovanni Cravana, Santino Giocolano, Salvatore Mendola. Il presidente Fava si è assunto l'impegno di richiederlo. « Il mancato rispetto del Patto di stabilità produce una serie di limitazioni, sia su eventuali concorsi in essere, sia sull'attivazione di mutui (ancorchè necessari), anche in rapporto alla spesa del personale - conclude Piero Lo Nigro - Limitazioni di cui il Comune non ha proprio bisogno. In questo contesto l'arrivo di un commissario sul bilancio deve fare riflettere tutti

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lunedì 2 agosto 2010

Ventura aderisce alla "linea Fini"

L’avvocato ed ex onorevole Giacomo Ventura torna ad occuparsi di politica attivamente, aderendo alla cosiddetta linea Fini. Non nasconde il suo obiettivo “di rilanciare il centrodestra a Gela”. Non dimentica quella imposizione giunta dalla segreteria palermitana del partito ”di volere a Roma Alessandro Pagano. Una scelta che di fatto mi fece uscire fuori. Oggi mi trovo consenziente col modello Fini, l’uomo politico più moderno che abbia la nazione – dice Ventura – Condividevo l’uomo Berlusconi ma non mi ha mai entusiasmato il fatto che nel partito non ci fosse dialogo e democrazia”. Per la costituzione del circolo in città e successivamente in alcuni centri limitrofi, fissata per giovedì (5 agosto), Giacomo Ventura avrà accanto a sè l’onorevole Pippo Scalia, coordinatore regionale dell’associazione “Generazione Italia”. “La mia non rielezione dovuta a logiche palermitane – ricorda Giacomo Ventura – ha segnato il territorio che si è sentito abbandonato, causando il fallimento a Gela e nei comuni a sud della provincia, di tutto il Pdl. Un partito dove le spinte elettorali si muovono prima ancora del rispetto della territorialità con leadership locali. Il popolo non ha guardato a direzioni politiche, astenendosi o votando a sinistra. L’impegno a ricostruire spero di poterlo profondere in tutta la provincia. In città c’è da fare un gran lavoro. Il fallimento è totale. Le porte sono aperte a tutti, ho avuto garanzie di investimento serio e pieno nel territorio da parte di questa aggregazione politica. Garanzie che non ho avuto più da altri”. L’avvocato Ventura ha incontrato a Roma, in questi giorni, parlamentari ai vertici dell’associazione “Generazione Italia”, che hanno costituito il gruppo parlamentare “Futuro e libertà d’Italia”. “Condivido con entusiasmo e piena convinzione il manifesto politico del presidente Gianfranco Fini – conclude Giacomo Ventura - i cui valori sono patria, libertà, solidarietà sociale, legalità ed etica nelle istituzioni e in politica. Lancio un appello in tutta la provincia a coloro che credono nella libertà e che sono animati da un minimo di passione politica. Condizioni necessarie perché la militanza non diventi umiliante ubbidienza, spregevole cortigianeria, squallido mercimonio”. Se Giacomo Ventura parla di ritrovata “passione politica, sorretta soprattutto dall’amore per la mia terra dall’intento di tutelarla”, la stessa potrebbe tornare anche ad altri esponenti locali rimasti delusi dal Popolo delle libertà, tanto da subire l’avanzata travolgente delle due aree del centrosinistra.

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Il sindaco giura davanti al consiglio

All'ordine del giorno c'era solo il giuramento del sindaco, ma la vera discussione del secondo consiglio comunale del governo Fasulo è stata il bilancio e la questione maggioranza. Nonostante, infatti, il protocollo non prevedesse dibattito, i consiglieri nell'augurare buon lavoro al capo della giunta, sono intervenuti per sottolineare il problema delle maggioranza in consiglio, soprattutto ai politici inseriti nella liste di Speziale. Infine, l'annosa questione bilancio punto su cui si è soffermato anche il sindaco. "Lo strumento finanziario è una necessità non tanto per il mio governo, ma lo richiede la città, che non potrà usufruire dei servizi essenziali dell'amministrazione, se non verranno accelerate le procedure per l’approvazione". Battute forti e incisive verso tutti i gruppi politici, dopo le polemiche di questi giorni, sul problema maggioranza. "Spero ci sia più collaborazione tra consiglio e giunta, i problemi sulla maggioranza in consiglio non sono primari". Il presidente del consiglio comunale Giuseppe Fava ha quindi dato la parola ai consiglieri: Santino Giocolano nel suo discorso ha comunicato la costituzione del gruppo Democrazia e socialismo a cui ha già aderito anche il consigliere Nicolò Gennuso ex Des; il piddino Enrico Vella ha chiesto che venga effettuata una seduta monotematica, la cui istanza è già stata sottoscritta da diversi consiglieri comunali, per affrontare il problema della condotta idrica a Manfria per il quale esistono dei finanziamenti che rischiano di perdersi. A seguito gli interventi dei consiglieri: Giovanna Cassarà Democratici per Gela, Gaetano Trainito del PdL, Luigi Farruggia di Sicilia Pensiero Libero di Guido Siragusa, e di Giacomo Gulizzi che ha puntato l’indice su qualche consigliere del centrodestra. Dopo le vicende del consiglio comunale della sera precedente, Giuseppe Fava, ieri mattina ha convocato la conferenza dei capi gruppo per definire tempi e modalità degli emendamenti al bilancio. "Chiederò - spiega Fava - al collegio dei revisori di proseguire con una certa sollecitudine nell'esaminare il bilancio e fornire i prescritti pareri che consentiranno al consiglio una valutazione più obiettiva e completa delle varie poste dello strumento finanziario".

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